Conosco le abitudini, so i prezzi, non voglio comperare nè essere comprato
E’ l’instabilità che ci fa salvi ormai negli sradicamenti quotidiani
Il curanderozapatista saluta i lettori in terapia all’ambulatorio e gli dà appuntamento in punto approssimativo tra la via Emilia e l’Est, non sa quando tornerà a scrivere ma non per questo si sente di trascurarvi. In fondo, ormai, il curanderozapatista è dentro di voi, è la parte che non amate ma che non riuscite ad estirpare.
Oh curandero, portami via.
Tutti giù per terra.
Pingue immane frana
Religioso silenzio.
Come non voler sentire quello che hai da dire
Il curanderozapatista pubblica quattro righe di lucida analisi sull’amata Ilha Grande, patrimonio di umanità e democrazia, ricevute in un ping pong di fabbricazione sovietica da uno dei fratelli sparsi oltreoceano. Alla faccia di Repubblica, di Yoani Sánchez e della CIA.
GIU’ LE MANI DA CUBA.
Cuba di sicuro polarizza, di sicuro paga il prezzo delle ideologie, di sicuro o la mostrifichi, o la santifichi, o ci vieni a fare turismo (sessuale). Ma anche se continuo, se continuiamo… a rigirarla e rivoltarla, tra le contraddizioni del mondo continua ad avere un senso, una logica, una coerenza, ed a rappresentare una alternativa o a dimostrare che nel pensiero unico una alternativa è possibile.
Se si fa fatica a vedere Cuba da dentro, se la forza del sistema distorce la rappresentazione della realtà, di sicuro in maniera speculare si fafatica a vederla da furi.
Non è un problema epistemologico.
I cubani sono un popolo degno, e se cuba è una dittatura, se lo è, è una dittatura con dignità.
Se si riesce a sfuggire alla polarità, a rifiutare l’idea che esista in qualche luogo la disneyland dell’altro mondo possibile, è meglio aprire
gli occhi e le orecchie e cominciare ad annotare due tre cose sullo sviluppo umano e sociale su cui dovremmo riflettere.
Potrei fare una lista infinita di buone o cattive pratiche, ma è una strategia insensata, troppo grande lo sgomento e poche le parole, ancora meno i concetti.
Solo penso che quando cambia la cornice, quando usciamo completamente dal sistema, l’impensabile diventa ovvio ed il necessario ritorna possibile.
Forse è colpa della nostra idea positivista, di una produzione culturale, sociale ed emotiva che può e deve essere solo pragmatica. Ma se non siamo legittimati ad immaginare l’utopia, il nostro orizzonte si riduce al prossimo passo, riusciamo a non cadere, ma non siamo in grado di decidere dove stiamo andando.
Se cuba è un simbolo, è il simbolo del diritto a sognare un mondo in cui non bisogna negoziare continuamente la propria dignità per avere un brandello di futuro qualsiasi.
Per realizzare un altro mondo possibile dobbiamo prima sognarlo.
Continua a leggere…
Nema problema di partita, amaro gusto della vita
Il mondo del fumetto è sempre stata materia oscura per il curanderozapatista che da bambino (eh sì, perchè i fumetti dovrebbero leggerli solo i bambini) al bianco e nero della matita preferiva di gran lungo quello delle pezze di cuoio del pallone. Memoria parla consolante. Che non c’è età assoluta. La boutade che ha seguito la pubblicazione de La Ministronza di Alessio Spataro, una serie di strisce dedicate alla Ministra della Gioventù Giorgia Meloni, ha sollevato un bel polverone.

Giovane umanità antica fiera indigesta
Le scimmiate andate in scena per l’anniversario della caduta del muro di Berlino sono sufficientemente esaustive di ciò che significa cerimoniare quando non c’è nulla da celebrare. E’ stata, come sempre, una buona occasione per ricordare gli eroi dell’anticomunismo, avallando Vladimir Putin e le sfere di influenza, ancora intatte, della grande madre patria russa. Ma ciò che la propaganda neoliberista tenta forsennatamente di distruggere non sono i muri o le ideologie ma la speranza di un mondo migliore. E’ questo lo spirito delle celebrazioni, stracolme di stars della musica e foraggiate da sponsor milionari, alla fine delle quali ci si dimentica anche le ragioni delle stesse. La Barriera di protezione antifascista fu costruita per ragioni ovvie in seguito alla spartizione dell’Europa post-seconda guerra mondiale. Nell’ atlantica Italia ci sarebbe stata GLADIO a garantire pace e democrazia. Da qui, oggi, la necessità di costruire nuovi muri e di distruggere quelli già in piedi, perchè il mondo nuovo e migliore è oltre la barricata, il curanderozapatista vive nella parte sbagliata.
ISRAEL SUCKS.
Non tutti possono tendendo le braccia afferrare la sorte e schiaffeggiarle la faccia
“Più o meno tutte queste parole io le ho già dette. Le ho dette in situazioni peggiori quindi le parole sono andate perse e allora, per l’ultima volta, mi sforzo di nuovo per dire queste parole. Sperando che sia l’ultima volta perchè io in realtà sento una grossa necessità di silenzio. E subisco moltissimo il fascino del silenzio. Vorrei parlare solo nella misura dello stretto necessario perchè sono un pò disgustato dalla umanità che mi circonda, in senso lato e di cui faccio parte anche io. Mi sembra che gli uomini siano sempre più dei veicoli gesticolanti e vocianti, per cui tutti parlano, tutti parlano…”parli anche lei, dica questo, dica quest’altro, ma lei cosa pensa, ma lei cosa deve dire…”. Io quello che ho da dire mi sforzo il più possibile per dirlo nelle canzoni dei CCCP e quello è chiaro ed univoco. Tutto il resto…boh, forse è necessario, io comincio a sentirne il peso e la stanchezza. (GLF)

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